gli ultimi sei numeri
l'ultimo numero
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punti di distribuzione

SALERNO

          Stazione marittima

          Info point Galleria Capitol

          EPT e Azienda Soggiorno e Turismo

          Stazione Ferroviaria (biglietteria Italo)

          Teatro Postacatena

          Museo Diocesano

          Lloyd's Baia Hotel

          Museo Archeologico

          Teatro Ghirelli

          Teatro Verdi

          Sala Pasolini

          Teatro Il Giullare

          Teatro Nuovo

          Bar Verdi

          Circolo Canottieri

          Ecobistrot

          Bar Rosa

          Ciccio Formaggio (piazza F. Gioia)

          Bar Mario (via Dogana Vecchia)

          Dandy caffè letterario (Torrione)

          Mumble Rumble (via Loria - Pastena)

          Automobil Club Italia

          Salumeria Botteghelle

          Cibarti

          Palazzo Fruscione

          Galleria Figliolia

          Galleria Arechi

          Cinema San Demetrio

          Cinema Fatima

          Bar "Il Portico" (parco Pinocchio)

          Museo Città Creativa di Ogliara

CAVA DE' TIRRENI

Club Tennis
Rodaviva

Hotel Holiday Inn

Hotel Maiorino

VIETRI SUL MARE

          Hotel Raito
          Infopoint turistico comunale

          Ceramica Pinto

          Associazione CEO

          Associazione DivertiVento

          Associazione C.A.T.

          Antica tenuta "Il Trignano"

CETARA

Proloco

Hotel Cetus

AMALFI

La scuderia del Duca  - ex cartiera Cavaliere

FISCIANO

Bar Facoltà d’Ingegneria (Università)

          Bar del Rettorato

 

 

 

Il Duca a Palazzo Fruscione

é visitabile fino al prossimo 27 febbraio 2020, a Palazzo Fruscione (Vicolo Adelberga 24, Salerno), la mostra "Stardust Bowie by Sukita", una retrospettiva dedicata al quarantennale rapporto professionale e personale tra David Bowie, una delle più importanti icone della cultura popolare contemporanea, e il maestro della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, probabilmente il più importante fotografo col quale l'artista abbia mai lavorato. L'evento è promosso con il patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell'Università di Salerno. L'esposizione si compone di oltre 100 fotografie, alcune delle quali esposte in anteprima nazionale, e ripercorre il sodalizio tra la leggenda del pop e uno dei maestri della fotografia di rock, nato nel 1972 quando il fotografo arriva a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex e, sebbene ignaro su chi fosse David Bowie, decide di andare ad un suo concerto perché attratto dal manifesto che raffigurava Bowie con una gamba alzata, su sfondo nero. Sukita ricorda: “Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. In quella circostanza osservai Bowie esibirsi con Lou Reed ed era davvero potente.

Bowie era diverso dalle altre rock star, aveva  qualcosa  di  speciale  che  dovevo

assolutamente catturare con la mia macchina fotografica”. Sukita incontra Bowie di persona grazie all’aiuto dell’amica e stylist Yasuko Takahashi, pioniera di questo mestiere in Giappone nonché mente dietro alle prime sfilate di londinesi di Kansai Yamamoto, lo stilista che disegnò i costumi di scena di Bowie durante il periodo di Ziggy Stardust.

La Takahashi propose un portfolio con i lavori di Sukita all’allora manager di Bowie che gli accorda uno shooting. Bowie rimane folgorato dallo stile di Sukita e, sebbene il servizio proceda nel completo silenzio per barriere linguistiche, tra i due scatta qualcosa, che porta alla nascita di una relazione professionale e umana durata fino alla scomparsa di Bowie.

Nel 1973 Sukita ritrae di nuovo Bowie, sia negli Usa che in Giappone, ma l’incontro indubbiamente più significativo avviene nel 1977 quando Bowie torna a Tokyo per la promozione dell’album “The Idiot” di Iggy Pop, che aveva prodotto. Sukita segue i due per la conferenza stampa promozionale e i concerti ma durante un day off chiede a Bowie e Iggy Pop di posare per lui in una breve sessione fotografica. In appena due ore, una per ogni artista, Sukita scatta 6 rullini e realizza anche la fotografia che non sapeva sarebbe divenuta la celebre copertina dell’album “Heroes”, uno degli scatti più iconici nella storia della cultura popolare.

Antica Tenuta Il Trignano